si può dormire poco e stare bene

Dormire poco e stare bene: è possibile?

In un articolo precedente, avevamo parlato del valore del sonnellino e di come l’essere umano sia una creatura un po’ contro natura: se gli altri mammiferi dormono più volte nel corso della giornata, la nostra specie condensa tutte le ore di sonno necessarie per stare bene in un unico momento, in coincidenza con la notte. Se un tempo era una necessità per via della nostra limitata visione notturna, oggi si tratta di uno standard sociale a cui si adegua l’intera società: solo pochi lavori chiedono di dedicarci ore notturne, gran parte delle nostre attività si svolgono di giorno.

Se comunque si lavora in proprio, si hanno orari flessibili o si svolgono particolari attività, esistono alternative a quello che viene chiamato monofasico, ovvero le 7-8 ore di riposo condensate in un unico momento, in un’unica fase.

Il sonno rimane un processo ancora misterioso sotto certi aspetti, nonostante la costante ricerca scientifica sul tema. Tra le informazioni raccolte, si intuisce che all’essere umano abbia necessità della sola fase REM del ciclo di sonno per pulire la mente e ristorare il fisico. Curiosamente, il nostro corpo stesso è a conoscenza di questo dettaglio. Normalmente il ciclo di sonno si articola in più fasi non REM, che cedono il passo allo stadio REM dopo circa un’ora: ma vi sarà sicuramente capitato di sognare anche nel corso di un breve pisolino… Ecco quella era la fase REM: il cervello, sapendo che il tempo a disposizione per il riposo era limitato, è ‘saltato’ direttamente al punto cruciale del ciclo del sonno.

Basandosi su questo presupposto, sono stati formulati metodi di sonno alternativi chiamati polifasici, che prevedono di dormire di meno rispetto alle 7-8 ore monofasiche, riposando in più momenti nel corso della giornata che si concentrano sul raggiungere direttamente la fase REM.

Il sonno bifasico è articolato due momenti di sonno, equivalenti in termini di ore di riposo oppure ripartiti in un momento più lungo e uno più breve (la ‘siesta’ pomeridiana), che permette di dormire 6 ore al giorno senza riscontrare cali fisici o mentali.

Il sonno polifasico propriamente detto permette di ridurre ulteriormente il monte d’ore di riposo strutturandole in più momenti nell’arco della giornata: esistono due metodi largamente diffusi di sonno polifasico: l’Everyman e l’Uberman, rispettivamente per l’uomo qualunque e per il superuomo.

Il metodo Everyman, come suggerisce il nome, è quello più facile da praticare e da mettere in atto: prevede quattro momenti di riposo equidistanti nel corso della giornata, uno più lungo durante la notte di 3 o 4 ore e tre più brevi di 20 minuti, per un totale di 4-5 ore al giorno. È indifferente l’orario in cui si sceglie di dormire, l’importante è mantenere questi intervalli costanti: è perciò più facile da coniugare con il lavoro e gli altri obblighi sociali ed è più facile abituarcisi.

Il metodo Uberman è molto più estremo e permette di scendere fino a 2-3 ore di riposo al giorno: fonti storiche suggeriscono che sia stato Leonardo da Vinci a descrivere questo modo di dormire e ne è stato assiduo praticante. Un Uberman dorme sei volte al giorno per 20-30 minuti, in momenti equidistanti tra loro nell’arco delle 24 ore: ancora una volta, non è importante l’orario in cui si fanno, quanto la loro regolarità, per facilitare il ‘balzo’ diretto alla fase REM e per ricaricare mente e corpo con costanza.

Chiaramente, è un metodo difficile da coniugare con le classiche 8 ore di lavoro quotidiane, quindi è più indicato per liberi professionisti o per particolari figure (militari in missione, piloti dell’aeronautica e i navigatori in solitaria adottano sistemi polifasici similari per ovviare a situazioni in cui non è possibile dormire).

È anche difficile abituarsi, ma chi l’ha adottato sostiene che superate le prime due settimane diventa naturale; tuttavia, il metodo Uberman non deve diventare la norma della propria vita, si concorda nello sconsigliare il superamento dei 6 mesi consecutivi da ‘superuomo’.

Bisogna comunque dire che ‘saltare’ le fasi non REM non sempre porta benefici: in questi momenti del ciclo del sonno, si stimola il sistema immunitario e si riparano i traumi fisici, perciò ammalati e atleti dovrebbero evitare il sonno polifasico. Inoltre, chi soffre di difficoltà ad addormentarsi non riuscirà a mantenere lo schema regolare imposto dai metodi polifasici.

Qualunque sia il tuo modo di vivere e di dormire, IRO è pronto accoglierti nella comodità del suo memory foam, ritemprando il tuo corpo e la tua mente.

Acquista IRO